martedì 24 febbraio 2009

Il giorno prima della felicità

di Erri de Luca.








[che sollievo al cuore che è, vedere i propri pensieri far capolino fra le righe scritte da un'anima delicata, toccante senza mai diventare molesta.
Una carezza gratis, come sempre]

9 commenti:

Il Bru ha detto...

Non ci posso credere. La scorsa settimana volevo linkare sulla mia pagina Facebook il video dell'intervista dei Erri De Luca a "Che tempo che fa" ma non sono riuscito a trovarlo sul web.
Lo conoscevo poco e ne sono rimasto davvero colpito.
Oggi arrivo qui da te e cosa trovo?
Buona giornata.

CarneVioletta ha detto...

eh, io ho due amori di lingua partenope: Erri de Luca e Valeria Parrella.
Ma non li consiglio mai, sono autori che si sentono, nella scelta della lingua, della sintassi, del sottinteso.
Io li sento a volte anche troppo e quindi non sono obiettiva, non so spiegarlo diversamente.
Buona giornata :-)

Patty ha detto...

....In cima alla scala coi piedi a penzoloni, la mia testa imparava a prendere luce dai libri...

Demoiselle Tucano ha detto...

Sto leggendo "Cortesie per gli ospiti", "Ma cosa mangia il pollo che mangi?" e mesi di arretrati di "Internazionale", ma sabato me lo accatto, freccia e sorpasso. Vince sempre. Tutte le volte che lo vedo, lo leggo mi viene in mente la tua prima lettura sotto l'ombrellone, che bella.

Demoiselle Tucano ha detto...

Era un modo finisssiiimo per dire "gradirei un'altra lettura". Voilà.

CarneVioletta ha detto...

Eh, De Luca si legge che è una bellezza, ha le pause e le doppie voci perfette da lettura pubblica.
Sindrome di Reuven o meno.
[questo sembra Montediddio, con alcuni passaggi sulla consapavolezza piuttosto destabilizzanti ma non te lo accattare, ti do il mio, tanto tuo marito lo finirà a breve]

Demoiselle Tucano ha detto...

Nooo, io lo devo possedere -sì, sono un'anima piccola-.Ieri non mi sono fermata in libreria per colpa delle alici di tua madre...

CarneVioletta ha detto...

pensa che strano, io ho perso il mio libro preferito -ma credo di sapere a casa di chi si trovi- e va bene così.
E se non è a casa sua è comunque a casa di qualcuno che l'ha letto e poi, chissà, l'ha prestato e ora chissà dove sta, chi se lo sta godendo.
Tanto me lo ricorderò per sempre, anche se non ce l'ho di là.
Mi è passata la questione del possesso, ma non mi sono accorta di quando sia capitato.

Demoiselle Tucano ha detto...

Non ho più parole, ho solo quelle degli altri.